La
flora vascolare degli affioramenti calcarei miocenici della
Sardegna nord-occidentale (Italia) - Gli
affioramenti calcarei miocenici della Sardegna
Nord-occidentale occupano una superficie di circa 380 km2,
conosciuta come . Con questa ricerca si e' voluto dare un
contributo alle conoscenze della flora di questo
territorio. L'elenco floristico, che comprende 840 entita',
include: entita' rinvenute nel corso di questa ricerca;
entita' rinvenute nello stesso territorio da altri autori
in tempi recenti; entita' rinvenute in epoche passate la
cui presenza non e' stata confermata (inquirendae);
entita' indicate per il territorio per le quali si esclude
invece la presenza (excludendae);
entita' coltivate in tipi di vegetazione seminaturali o che
conferiscono un'impronta caratteristica al paesaggio
(cultae);
entita' introdotte e, a vari livelli, ritenute
spontaneizzate. Per le entita' la cui presenza non e' stata
confermata, si riportano in nota i riferimenti
bibliografici e/o i campioni d'erbario sui quali si e'
basata la segnalazione. Si ritiene che il contingente
floristico attuale sia pari a 730 entita', ripartite in 98
famiglie e 385 generi. Tra le entita' segnalate per la
prima volta nel territorio sono di particolare rilievo
l'endemica sardo-corsa Silene
nodulosa Viv. e
l'endemica sarda Hieracium
gallurense Arrigoni,
precedentemente indicata esclusivamente per i substrati
granitici della Sardegna Nord-orientale. Lo spettro
biologico evidenzia una netta dominanza delle terofite,
mentre quello corologico eveidenzia la dominanza
dell'elemento Tetidico, nell'ambito del quale emerge
l'elemento strettamente mediterraneo. Quattro entita'
endemiche hanno in questo territorio il loro
locus
classicus:
Centaurea
corensis Valsecchi
et Filigheddu, Limonium
racemosum (Lojac.)
Diana e Scrophularia
morisii Valsecchi,
esclusive dell'area di studio, e Ophrys
sphegodes Mill.
subsp. praecox
Corrias.
Alcune entita' rinvenute, quali Capparis
spinosa L.
subsp.
rupestris (Sm.)
Nyman, Coridothymus
capitatus (L.)
Reichenb., Laurus
nobilis ed
Erica
multiflora L.,
hanno in Sardegna una distribuzione limitata o frammentaria
e la loro presenza nel territorio del Sassarese e' quindi
di particolare interesse. Nell'area sono presenti alcune
entita' incluse nel Libro rosso delle piante
d'Italia: Viola
arborescens L.,
Borago
pygmaea (DC.)
Chater et Greuter e Carex
panormitana Guss.
Sebbene l'area indagata sia fortemente urbanizzata e
sottoposta da lungo tempo all'utilizzo agro-pastorale la
sua flora risulta fortemente diversificata e ancora ricca
di entita' significative dal punto di vista del loro areale
di distribuzione generale o nell'ambito della Sardegna.
Rilevante anche la presenza di specie legate alla presenza
di siepi, muretti a secco e altri manufatti delle attivita'
agricole tradizionali ancora presenti nel territorio,
sebbene in molti casi in situazione di degrado o di
abbandono. L'elevato livello di biodiversita' dell'area, la
presenza di elementi floristici di pregio, di nuclei di
vegetazione spontanea residua, piu' o meno estesi, di
numerosi elementi lineari, naturali o derivanti dalle
attivita' agricole tradizionali, all'interno di un'area di
forte impatto antropico dovrebbe essere motivo di tutela
degli habitat
oggi
sempre piu' minacciati nel territorio dall'urbanizzazione
selvaggia delle vallate, dall'utilizzo sconsiderato delle
risorse idriche e dalla diffusione delle discariche e di
valorizzazione delle risorse naturali anche attraverso la
realizzazione di un'adeguata rete ecologica.
Key words:
biodiversity, chorology, endemic taxa, flora, natural
resources, Sardinia.
Summary:
Calcareous
outcrops in North-Western Sardinia cover a large area
(about 380 Km2) known as . In this study the vascular flora
of this area is investigated. The actual flora is checked
and, when possible, older references, synonyms and critical
notes are given. The floristic list includes 840 entities.
Among them, 18 have been cultivated (cultae),
11 are considered erroneously reported and so they are
excluded from this area (excludendae)
and 81 are in various ways considered not confirmed and to
enquiry (inquirendae).
The current floristic contingent is therefore reduced to
730 entities, divided into 98 families and 385 genera, many
of them here documented for the first time in this area.
Among them the more relevant are the Sardinian-Corsican
endemic Silene
nodulosa Viv. and
the Sardinian endemic Hieracium
gallurense Arrigoni,
previously reported only for granite substrata in
North-Eastern Sardinia. The biological spectrum shows a
clear dominance of therophytes (41%). The chorological
spectrum highlights the dominance of the Tethydic element,
in which the dominance of more strictly Mediterranean
element emerges. Four entities have in this area
their locus
classicus:
Centaurea
corensis Valsecchi
et Filigheddu, Limonium
racemosum (Lojac.)
Diana and Scrophularia
morisii Valsecchi,
exclusive of the region object of this study, and
Ophrys
sphegodes Mill.
subsp. praecox
Corrias.
Some entities, though not endemic, have a limited or
fragmentary distribution in Sardinia, e.g.
Capparis
spinosa L.
subsp. rupestris
(Sm.)
Nyman, Coridothymus
capitatus (L.)
Reichenb. f. and Erica
multiflora L.,
whereas Viola
arborescens L..
Borago
pygmaea (DC.)
Chater et Greuter and Carex
panormitana Guss.
are included in the Red Book of Italian Plants. Although
the area is strongly urbanised and subjected since long
time ago to agricultural and pastoral uses, its flora is
still rather diversified. The presence of species depending
on the existence of hedges, dry-stone walls and other
smaller structures belonging to traditional agricultural
activities still present, is also substantial, even though
their dilapidated state is often high. Finally the presence
of floristic elemento of great interest together with small
residuals of spontaneous vegetation are of very high value.
Indeed, several natural elements from traditionally
agricultural activities are present within an area of
intense anthropic impact. The indiscriminate building
development of the valleys, the reckless exploitation of
the water sources and the diffusion of dumps, threaten
increasingly some habitats of the region. The improvement
of the natural resources could be done through an adeguate
ecological net starting from a basic knowledge of the
floristic biodiversity, that is the main aim of this work.